Non voglio mica la Luna | Spettacolo teatrale itinerante
Giovedì 25 giugno - Ponte alla Piera, Anghiari (AR)
Una riflessione con le comunità dei paesi
Produzione di CasermArcheologica; in collaborazione con Noidellescarpediverse aps e rumorBianc(O)
di Samuele Boncompagni
con Samuele Boncompagni e Chiara Renzi
C’è una leggenda che parla di un monte speciale dove, nelle notti di luna piena, si può udire il galoppo di due cavalli e intravedere le ombre di due giovani innamorati. Il loro è un amore impossibile, contrastato. C’è chi li ha visti abbracciati, chi con le mani tese verso il cielo, nel tentativo di toccare la luna. Si racconta che, se riuscissero a raggiungerla, tutti i loro desideri si realizzerebbero e il loro amore potrebbe finalmente compiersi.
Quel monte esiste davvero: è l’Alpe della Luna, nell’Appennino tosco-romagnolo. Da questo luogo nasce il progetto “La Repubblica delle foreste, custodi dell’Alpe della Luna” che CasermArcheologica, con i Comuni di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano stanno sviluppando con il PNRR. Negli anni di lavoro è nata una riflessione più ampia sulle comunità che abitano i piccoli paesi; oggi questi territori sono al centro di uno sguardo contrastante: da un lato luoghi fragili, segnati dallo spopolamento e dalla riduzione dei servizi; dall’altro spazi di possibilità, dove immaginare nuovi modi di vivere, più sostenibili e comunitari
Lo spettacolo nasce dal desiderio di aprire un dialogo con chi nei paesi vive davvero
Portiamo il teatro nelle strade, nei vicoli, negli incroci — nei luoghi dove le persone si incontrano e si parlano — per condividere storie che si somigliano e allo stesso tempo sono uniche, diverse in ogni borgo, frazione o paese d’Italia.
Ripartiamo da quella leggenda: due giovani vogliono vivere il loro amore in un’area interna.
Chi sono? Sono nati lì e scelgono di restare? Oppure sono tornati, o arrivati da fuori, in cerca di una vita diversa?
E poi:
- che futuro è possibile in questi luoghi?
- Ci sono scuole, medici, servizi?
- Come accoglie la comunità chi arriva o chi resta?
- Con diffidenza, solidarietà, vicinanza?
“Non voglio mica la luna” prova a rinnovare il teatro come rito civile e comunitario.
Si interroga su domande semplici e urgenti: I piccoli paesi possono diventare luoghi in cui costruire nuovi modelli di vita? Quali condizioni – materiali e in termini di cooperazione – si possono creare per un futuro in questi luoghi?
Lo spettacolo è un’esperienza teatrale itinerante, partecipata, divertente. Una piccola compagnia accoglie gli spettatori tra le strade, i paesi stessi sono teatro di qualcosa che sta per accadere. I “Giganti della Città” stanno arrivando, il pubblico è invitato a entrare nel gioco teatrale e a interrogarsi su temi come le aree interne, lo spopolamento, il turismo, il senso dell’abitare oggi.
I Giganti arriveranno davvero? Forse sì. Forse sono già qui
Tra riflessione e ironia, tra realtà e immaginazione, resta una certezza: siamo fatti anche di sogni
E forse, così, un po’ più vicini a toccare la luna.




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