Nel cuore artistico di Anghiari

Immergiti nell’arte con oltre 150 opere di Pietro Annigoni, esposte nei suggestivi ambienti della Villa Gennaioli, recentemente restaurata ad Anghiari. Vivi un percorso unico tra capolavori che raccontano la maestria e la passione del grande artista
Scopri la storia e la missione del Museo Pietro Annigoni, un luogo dedicato alla valorizzazione dell’arte e dell’eredità del maestro, allestito grazie al lascito testamentario di Rosa Segreto Annigoni
 

Villa Gennaioli: un viaggio nella creatività di Pietro Annigoni

 
Pianta
 
Stanza 1 Piano Terra: Annigoni e il suo mondo
La prima sala introduce il visitatore alla conoscenza del mondo di Annigoni: la famiglia, lo studio, gli amici, Intorno a “C’era una volta Palladio” la grande tempera grassa del 1971 che il Maestro considerava la sua opera più bella, si trovano i ritratti dei suoi genitori tra i primi eseguiti a punta di lapis negli anni ’30 (nel ’31 quello del padre, nel ’35 quello della madre)), l’”Interno dello studio” del 1948 con accanto il ritratto del 1931 del fedelissimo amico di gioventù Renzo Simi, l’olio “La rissa” del 1932 che ricorda il periodo giovanile e focoso del Maestro e quattro meravigliosi autoritratti che coprono un arco di tempo dal 1945 al 1985
 
Stanza 2 Piano Terra: L'amore per Rossella
L’ambiente è dedicato alla signora Rossella (Rosa Segreto) che con il suo lascito testamentario ha permesso la costituzione del museo e alla sua storia d’amore con Pietro Annigoni, suo marito.. Vi si trovano il grande ritratto ad olio di Rossella del 1983 (accompagnato da due dei disegni preparatori), altri ritratti sia a tempera che a tecnica mista come quello bellissimo del 1969, la piccola tavoletta “Rossella dipinge ad Abano”; un busto in bronzo del 1977 ed un medaglione del 1978//79 (Annigoni era anche scultore), due litografie su foglia d’oro, due quadri ad inchiostro di china acquerellata “Vita beata” e “Invecchiare insieme” del 1970, significativamente dedicati a Rossella in ringraziamento dell’amore e della serenità che donava al Maestro
 
Stanza 3 Piano Terra: Un tocco di ironia
L’ironia, pungente ed intelligente era una delle facce del poliedrico carattere del pittore. In questo locale, che era la cucina della villa, sono collocati due grandi affreschi staccati provenienti dalla casa Gagnoni di Stia e precisamente: “L’incubo dell’ospite che aveva mangiato troppo” (cm.290×344) e “Torno subito o Le streghe” (cm.270×116) con a contorno “Il banchetto dei frati” (opera giovanile degli anni ’30) e per finire, sempre sul filo dello scherzo giocoso dei disegni con porci che banchettano
 
Stanza 4 Piano Terra: Ritratti
Annigoni è unanimemente considerato il più grande ritrattista del XX secolo Nell’ambiente dedicato ai ritratti spiccano quelli a tempera grassa del “Conte Curzio Ugurgeri della Berardenga” del 1949 e quello de “La vecchia signora” risalente all 1965. Notevole per la maestria tecnica il ritratto della pianista Nucci (lapis e china su carta del 1933); la sanguigna “Il precettore”; “Ugo Foscolo” una tecnica mista su tavola. Come può vedersi in questo ambiente la grande maestria dell’autore si esprime In tutte le tecniche
 
Stanza 5 Piano Terra: La Solitudine
Un male che afflisse Annigoni come artista ma, incredibilmente anche come uomo. La solitudine n.1 grande opera del 1963 di due metri per tre facente parte del ciclo delle “Solitudini” (le altre due, del 1965 e 1968, si trovano al Museo Annigoni a Firenze nella villa Bardini) occupa una intera parete. A conferma della maestria di Annigoni anche nella scultura si possono vedere sei opere in bronzo: un “Nudo di donna” del 1934 e cinque medaglioni
 

 
Pianta Primo Piano
 
Stanza 1 Primo Piano: Affreschi e studi preparatori
L’affresco è un’ antica tecnica di pittura murale che Annigoni valorizzò con grandi cicli di storie in importanti edifici sacri ma anche in abitazioni private negli Stati Uniti ed in Italia (vedasi sala 3 al p.t.. Le opere esposte in questa sala, tutte di soggetto religioso, sono molto più che studi preparatori per affreschi ma veri e propri quadri di grande bellezza e modernità. Cinque studi a tecnica mista per la “Gloria di San Benedetto” idee per l’affresco realizzato nella Abbazia di Montecassino Due studi a tecnica mista “S.Agostino” e “S.Tommaso o S.Ambrogio?) preparatori degli affreschi per la chiesa di Ponte Buggianese Lo studio del 1976 per “La Resurrezione di Lazzaro affresco pure realizzato per la chiesa di Ponte Buggianese
 
Stanza 2 Primo Piano: Nudi e nature morte
La sala esalta la bellezza del corpo umano. Annigoni si è collocato sempre dal punto di vista dell’arte pura, perciò non possiamo dire che nel corpus della sua produzione vi siano soggetti brutti, volgari o immorali. Il Male è nello sguardo che vede il male intorno a sé diceva parlando dei suoi nudi. “Le tentazioni di Sant’Antonio”tecnica mista su tavola del 1982 introduce a una serie di nudi, sia dipinti che sculture (Nudo seduto del 1928; Nudo di donna del 1943; Il cembalista del 1972 e sculture in bronzo dorato tra le quali “Le bagnanti). Completano poi la sala il dipinto “Fuochi d’artificio” (pastello e tempera grassa del 1973; “La rosa” del 1983 e “Natura morta con libro” tempera grassa su tavola
 
Stanza 3 Primo Piano: Paesaggi sia stranieri che toscani
Dalla bellezza del corpo umano si passa, in questa stanza, alla bellezza della natura. “Dinanzi al bello della natura l’uomo non è mai tanto freddo né tanto sazio da non trovare nel suo cuore un tributo d’entusiasmo” (Enrico Stanley) Notevole “La grande vallata” risalente al 1928/9 come tutta la serie di fresche tavolette di paesaggio
 
Stanza 4 Primo Piano: I manichini
“Il manichino..la sua vita fittizia altro non è che il nostro riflesso fragile sullo schermo dell’ignoto….Il dipingere manichini lo considero un modo di riconciliarmi con gli uomini, facendomeli un poco dimenticare specialmente quando (e troppo spesso) offrono spettacolo della loro ottusa e bestiale follia” (Annigoni 1978) Intorno alla grandiosa tempera grassa del 1970 “Forza paralizzata” “Manichini” pure del 1970 Lo spaventapasseri tempera grassa del 1946 (il fantoccio spaventapasseri è anch’esso un manichino) Scena allegorica. Accompagna la postazione per il lavoro en plein air “Antella” l’ultima opera dipinta dal Maestro solo tre giorni prima della scomparsa: Il dipinto è ancora nella cassetta dei colori in cui lo eseguì e lo lasciò Annigoni
 
Stanza 6 Primo Piano: Il dramma della vita
“Io ho chiamato la morte il fatto più importante della vita. Passare una vita intera senza mai meditare profondamente su questo fenomeno equivale, a mio giudizio, a non capire la vita” (Pietro Annigoni: intervista del 1971 a Franco Passoni in occasione della Mostra alla Galleria Levi di Milano) Le opere di questa sala rappresentano la filosofia di Annigoni: Il contemplativo opera degli anni ’70/80, I viandanti tempera grassa del 1929, La scalinata una china acquerellata del 1933, Conclusione tecnica mista pure essa del 1929, Il vecchio cede al nuovo del 1971, Paesaggio con figura ed anche una litografia realizzata in occasione della alluvione di Firenze del 1966 raffigurante la triste fine di una signora rimasta imprigionata nella sua casa raggiunta dalle acque dell’Arno

DOVE

Villa Gennaioli, Anghiari (AR)


APERTURE

Aperto tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Ad Agosto aperto anche i venerdì


INFORMAZIONI

La visita è libera, ma si consiglia la prenotazione per gruppi numerosi o scuole

Su prenotazione è possibile partecipare a visite guidate

Ogni opera è accompagnata da un QR code che offre dettagli approfonditi e curiosità


 

Galleria Fotografica